Potatura vite grappolo d'uva

Hai una vite o più viti da potare e non sai da dove partire? o hai già potato le tue viti negli anni passati e credi di aver commesso degli errori, bene sei capitato nel posto giusto, mettiti comodo e dedica qualche minuto alla lettura di questo articolo su come potare la vite e sono certo che poi anche tu saprai esattamente come fare.

Indice

 

PERCHE' POTARE LA VITE?

Con questa operazione viene asportata gran parte della vite parliamo di (80-95%) del legno prodotto nell’anno e viene da pensare che questo faccia bene alla vite e al suo sviluppo essendo un rampicante. Invece la vite come tutti gli alberi da frutto in natura trova un suo equilibrio e produce senza che sia necessario ricorrere alla potatura e allora perché potare la vite? semplice, questa operazione colturale è la tecnica più economica per migliorare la qualità delle uve portando la vite a produrre sempre sui rami nuovi del secondo anno, abbassare il numero di grappoli presenti su ciascuna pianta, limitare la produzione rendendola però costante evitando l alternanza, in piu soprattutto durante la potatura di allevamento favorisce una rapida messa a frutto, aumenta le dimensioni dei grappoli (principio del pochi ma buoni), riduce la necessità del diradamento dei grappoli d'uva per il controllo della produzione in estate. La potatura comunque deve lasciare un numero di gemme sufficiente a produrre la quantità di grappoli che la vite è in grado di portare a piena maturazione.

POTATURA DI ALLEVAMENTO VITE
Dal momento in cui posizioniamo la barbatella (vitis vinifera europea innestata su portainnesto derivante da vite americana) fino al completamento della forma desiderata (3-4 anni) si esegue la potatura di allevamento, avente lo scopo di assicurare uno sviluppo della struttura scheletrica della vite in rapporto al sistema prescelto rapido ed ottenere cosi l entrata in produzione delle giovani piante in tempi relativamente brevi; in questa fase non si effettuano solo tagli tramite la pinza multifunzione o altri attrezzi, ma anche legature e posizionamenti. Durante i primi anni di vita le piantine hanno bisogno di molte foglie per costituire le riserve di carboidrati, cimature per stimolare la crescita e soprattutto devono essere private di eventuali grappoli che sottraggono sostanze nutritive all’attività vegetativa e questo vale per la vite ma anche per tutti gli altri alberi da frutto durante la fase di allevamento, la frutta va tolta per non indebolire la pianta e non rallentare la crescita, dopo i primi 3 anni si può iniziare a cogliere.

 

POTATURA DI PRODUZIONE VITE
Una volta ultimata la forma di allevamento prescelta viene svolta la potatura di produzione fino al termine della vita produttiva del vigneto. È la potatura invernale, detta anche potatura secca o a secco ossia quando le viti sono in riposo vegetativo ed hanno perso tutte le foglie caduche, va eseguita a cadenza annuale, ed ha i seguenti scopi: assicurare il mantenimento della forma e delle dimensioni delle singole viti per agevolare tutte le operazioni colturali, regolare il carico di gemme per ceppo, scegliere le migliori gemme in rapporto alla loro capacità produttiva, distribuire le gemme in maniera ottimale su ciascuna vite, ottenere la vegetazione di rinnovo nei punti desiderati, raggiungimento di equilibrio tra fase produttiva e vegetativa, della qualità desiderata e la lignificazione tralci, se una vite al primo anno è esile e stentata si dice che deve essere rinforzata quindi va potata più drasticamente lasciando solo un paio di gemme alla base in modo che l anno successivo si rinforzi accrescendo il tronco, invece uno degli errori che si commette vedendola debole di non potarla in maniera decisa per paura di finirla a rovinare, inoltre bisogna sempre considerare il diametro medio di ogni tralcio e che la posizione del tralcio sul tronco sia buona per lo sviluppo successivo.

QUANDO POTARE LA VITE?
La potatura invernale va eseguita nel periodo che intercorre tra la caduta delle foglie e l’inizio della ripresa vegetativa; è quindi un intervento che può essere eseguito in un ampio arco di tempo. Considerando che potature precoci inducono un leggero anticipo del germogliamento con il problema delle gelate tardive, mentre potature tardive lo ritardano, è buona regola andare a potare prima i vitigni tardivi e poi quelli precoci in modo da scongiurare gelate sui vitigni precoci.
Alcuni sistemi di allevamento hanno formazioni produttive che non superano le 3-4 gemme (speroni), e si chiama potatura corta, mentre nelle forme in cui il tralcio è raccorciato a 7-8 gemme si parla di potatura lunga; nel caso di cultivar dotate di una bassa fertilità delle gemme alla base adotta la potatura lunga. Le varietà da tavola necessitano di una potatura molto lunga anche 10-12 gemme.
le forme di allevamento più importanti attualmente usate sono la potatura Guyot e la potatura a Cordone Speronato.

POTATURA VITE GUYOT
Nel guyot chiamato anche capovolto si svolge una potatura mista, vista la presenza di uno sperone e di un capo a frutto o di due speroni e due capi a frutto nel caso ci si orienta per un doppio guyot o doppio capovolto.
Essa è effettuata sopprimendo il vecchio capo a frutto (taglio del passato), raccorciando il più alto dei tralci del vecchio sperone (taglio del presente a 7-8 gemme) e speronando a 2 gemme il più basso (taglio del futuro). Nei casi di viti che si innalzano in modo eccessivo si cerca di riabbassarle con un eventuale sarmento che spunta nella parte inferiore del ceppo.
Questo sistema fornisce produzioni soddisfacenti anche con vitigni a fertilità basale molto scarsa e relativa semplicità dell’intervento di potatura. Per contro, può incorrere in squilibri vegeto-produttivi legati a particolari posizionamenti del capo a frutto ed in difficoltà nell’adottare potatura meccanica (selezione, posizionamento e legatura); inoltre la mancanza delle riserve contenute nei cordoni permanenti ossia nel tronco corto può causare problemi in annate poco produttive e problemi di sovrapproduzione per forme espanse in anni favorevoli però soprattutto in climi poco piovosi quando si effettua un allevamento di viti a secco ossia senza un impianto di irrigazione la potatura Guyot soffre meno la siccità della potatura a cordone speronato.

POTATURA VITE CORDONE SPERONATO
Nel cordone speronato vengono mantenuti speroni di 2-3 nodi su branche permanenti legate orizzontalmente sul filo intermedio, quindi parliamo di potatura corta; per poterla applicare è necessaria una sufficiente fertilità delle gemme basali.
Dei due tralci dello sperone dell’anno precedente, il migliore e possibilmente il più basso lungo il cordolo lungo lo sperone si sperona a 2-3 gemme ecco perché cordone speronato, mentre il capo a frutto dell'anno prima ossia tutto ciò che ha portato la frutta va soppresso. Un inconveniente riscontrabile con il tempo è la formazione di branche secondarie che pian piano fanno alzare la vite ecco perché gli speroni si allontanano a poco a poco dal cordone. In tal caso si cerca di ridurre la vegetazione, utilizzando qualche tralcio che spunta dal cordone stesso, in prossimità della branca da eliminare cosi da rinnovare la produzione bassa..
Tra i vantaggi, a parità di gemme, il cordone speronato regolarizza il germogliamento, migliora l’uniformità di vegetazione, consente una maturazione più omogenea, permette di localizzare la fascia produttiva e vegetativa in aree definite della chioma, richiede tempi più ridotti di potatura rispetto a quella lunga e in più su questa forma di allevamento è eseguibile la potatura meccanica (macchine dotate di organi di taglio che speronano i tralci a 2-3 gemme mentre avanzano) che richiede solo 3-4 ore ad ettaro, abbassando i costi rispetto a quella manuale con la pinza multifunzione o forbici elettriche a batteria ovvio per chi possiede migliaia di viti vale questo discorso, per gli amanti dei vigneti familiari di poche unita come me preferisco svolgere una potatura manuale e stare a contatto con la natura.

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