Coltivare pomodori oggigiorno non è uno scherzo ed è facile che si rovinino o vengano attaccati da malattie e insetti. Se anche tu vuoi coltivare i tuoi pomodori con successo ma senza commettere errori, sei capitato nel posto giusto. Prenditi un po' di tempo e leggi questa guida passo passo e sono certo che imparerai tanti trucchi e segreti per avere un bel raccolto di pomodori.
Indice
- Clima e terreno pomodori
- Varietà di pomodori
- Quando seminare i pomodori?
- Quando trapiantare le piantine di pomodori?
- Come concimare i pomodori?
- Quale sesto d'impianto per i pomodori?
- Come coltivare pomodori? legature e sostegni
- Come potare pomodori? sfemminellatura
- Come irrigare pomodori?
- Cosa piantare dopo i pomodori?
- Malattie dei pomodori
- Insetti e parassiti dei pomodori
CLIMA E TERRENO POMODORI
Clima. Anche se sono stati selezionati tipi di pomodoro abbastanza resistenti al freddo, si tratta comunque di una pianta originaria del Centro Sud America che teme il gelo, e già con temperature sotto i 5 gradi, anche se non muore, subisce uno stress cosi forte che blocca la crescita e poi la pianta avrà un portamento stentato. Il pomodoro richiede un’ottima esposizione solare e un posto riparato dai forti venti soprattutto se freddi. Si possono coltivare pomodori praticamente in tutta Italia nei periodi giusti e con le dovute accortezze. La pianta teme anche un eccessiva aridità del terreno, che inasprisce i frutti e che può essere limitata da pacciamatura e irrigazioni frequenti.
Terreno. Il terreno ideale per coltivare solanacee come i pomodori è con ph=6.8, quindi abbastanza neutro. Il suolo deve essere sciolto e drenante, quindi ben lavorato a fondo con la vanga a mano se si tratta di un piccolo terreno oppure con i mezzi meccanici, trattori, grandi motozappe, avendo l accortezza di scavare almeno 40 cm. Il terreno ideale del pomodoro deve anche essere privo di ristagni d’acqua che favorirebbero l'insorgere di malattie della pianta. Per ottenere un buon raccolto inoltre il terreno deve essere ricco di nutrimenti e sostanza organica. I pomodori infatti sono una coltura e un ortaggio 'pesante', nel senso che hanno bisogno di un terreno carico di sostanza organica e concimazioni regolari durante tutta la fase di crescita e produzione.
VARIETA' DI POMODORI
Il pomodoro è un ortaggio dalle quasi infinite varietà, con frutti dalle svariate forme come allungati, a pera, ciliegina etc. e diversi colori (dal giallo al rosso, con striature di nero o di verde). Soprattutto distinguiamo le diverse varietà di pomodori, in base al tipo di crescita della pianta, in due gruppi: pomodori a crescita determinata (ossia arrivano alla propria altezza e si fermano) oppure a crescita indeterminata (continua a crescere e quindi deve essere cimato).
Generalmente le piante a sviluppo determinato sono pomodori destinati all’industria, la quale effettua un unico raccolto e procede con i mezzi meccanici, automatizzando il processo il più possibile. Mentre quelli da consumo fresco e quindi da orto, sono a crescita indeterminata, anche perché hanno maturazione scalare e sono migliori per coprire le esigenze di consumo dell’orto famigliare, ossia portare in tavola verdura fresca il più a lungo possibile.
Ci sono tante varietà di pomodoro famose, in genere si distinguono quelle da salsa e quelle da tavola, dai pomodorini ciliegino, datterino al pachino. Buone qualità di pomodori da tavola sono ad esempio pera, cuore di bue, bistecca, cuorbenga o le sempre più presenti Optima
Preservare i semi di pomodoro da un anno all'altro non è la giusta strategia. Anche se sembra una buona idea risparmiare sul seme significa risparmiare poi sul raccolto. Quindi, a meno che non siate davvero esperti, io vi consiglio di rivolgervi a un vivaio, a dei professionisti delle piantine e di prendere piantine di pomodori già cresciute o innestate su qualità resistenti di melanzane, ad esempio. Oppure anche piccole ma ibride F1 ad esempio.
QUANDO SEMINARE POMODORI?
Il periodo ideale per seminare i pomodori è da metà febbraio a metà marzo. Ovviamente, bisognerà prima piantarli nei vasetti in struttura protetta o comunque al riparo da intemperie e aspettare che i semi germoglino. Non mettiamoli mai subito nel terreno, altrimenti subiranno uno stress per via delle temperature ancora poco stabili e non cresceranno a dovere. Realizzate, dunque, un foro nel terriccio del vasetto e inserite in ogni buca 2/3 semi. Ricoprite i semi con un leggero strato di terriccio 1-2 mm e bagnate leggermente. Posizionate poi il contenitore in un ambiente con una temperatura tra 15 °C e 24 °C e nel giro di una o due settimane i semi germineranno dando vita a delle splendide piantine. Durante questo lasso di tempo annaffiate delicatamente le piantine ogni giorno in modo che si mantenga umido, molto poco ma giornalmente.
QUANDO TRAPIANTARE LE PIANTINE DI POMODORI?
Quando le piantine avranno messo le prime foglie vere e raggiunto circa i 12 cm circa di altezza, è giunto il momento di trapiantarle nell’orto. Diversamente, potete trasferirle in un vaso più grande e coltivare i pomodori in vaso. L'importante, e questo vale sia per i pomodori che per gli altri ortaggi pesanti, è che il vaso sia molto profondo, almeno 40 cm.
Il periodo ideale per trapiantarli è da metà aprile a fine maggio, pioggia e temperature permettendo. Ricordate, infatti, che le temperature esterne non devono scendere sotto i 7°C.
Posizionate le piantina a una distanza di circa 50 cm l’una dall’altra in modo che possano avere tutto lo spazio per crescere. Inserite le piante di pomodori in delle buche non troppo profonde e comprimete leggermente la terra versando dell’acqua per rendere il terreno umido.
Ricordate, infine, di bagnare i pomodori ogni due tre giorni, possibilmente al mattino presto durante la primavera e la sera, durante l'estate. Questo per permettere al pomodoro di prendersi durante la notte tutta l acqua e poi affrontare meglio le giornate assolate, inoltre se si tratta di pomodori a crescita indeterminata è importante che siano sorretti da tutori quali canne comuni, canne di bamboo, tondini in ferro, paletti in legno. Sistemateli a lato del fusto così che questo si potrà legare al tutore o avvolgete i pomodori sul filo di nylon nel caso di strutture fisse.
Il pomodoro è una pianta del Centro Sud America, negli ultimi anni sono state selezionate moltissime varietà da coltivare, che si adattano a un range più ampio di climi e terreni ma a tutto c'è un limite...bisogna sempre ricordare che le sue origini sono posti medio caldi quindi è una pianta esigente in termini di temperature e sole.
Si tratta di un ortaggio onnipresente nell'orto di casa, diciamo che un orto non può definirsi un orto se mancano le piante di pomodori, ecco perché la necessità di far luce in natura e chiarire come coltivare i pomodori con successo. Consigliamo sempre di operare in coltivazione biologica usando solo metodi naturali e senza insetticidi chimici di sintesi. L'obbiettivo è ottenere ortaggi belli e sani ma soprattutto forti e non rinforzare gli insetti velenosi con i veleni chimici di sintesi.
Il pomodoro contiene poche calorie ed è ottimo per saziarsi, ne esistono di tantissime forme davvero dal Cuorbenga e CuorediBue, l Optimal, il ciliegino, il datterino, il Pera, il Costoluto i San Marzano giusto per citarne alcuni. Che sia per salse e passate di pomodori o per consumo da mensa è una verdura che non stufa mai, unica nota dolente purtroppo per gli intolleranti al nichel ma per fortuna la natura ha creato tantissimi altri cibi tra cui poter scegliere.
La concimazione è fondamentale ma permettetemi di spiegare una cosa semplice ma che non viene spesso capita: noi non concimiamo il pomodoro come coltura ma concimiamo il terreno, il pomodoro è solo un consumatore del cibo, ossia concime contenuto nel terreno. Detto ciò, il pomodoro è una pianta molto esigente in termini di concimi, se il nostro terreno è ben concimato in partenza allora possiamo aspettarci un bel raccolto, anche se non basta perché dobbiamo intervenire con concimazioni periodiche durante tutta la fase di produzione dei nostri pomodori.
Partiamo dal mettere in fase preparatoria un concime di fondo sul terreno. Come quantità calcoliamo circa 1.5 / 2 kg di concime organico maturo, mentre se usiamo il pellettato possiamo ridurre a 2/300 grammi al metro quadro, quasi 10 volte in meno essendo più concentrato. Potendo scegliere è sempre meglio usare il letame maturo piuttosto che il pellet, perché il letame maturo rende il terreno più fresco e pieno di sostanza organica. Funge da ammendante per il suolo migliorandone la struttura e la permeabilità oltre a nutrire tutto il ciclo vitale degli abitanti del sottosuolo. Si deve intervenire durante la produzione, quando le piante sono ben mature, con concimi idrosolubili, quindi di pronto effetto tra i quali possiamo annoverare il sangue di bue, la borlanda ma anche lo stallatico stesso da cui si può ricavare un potente concime organico (se non sai come sia possibile visita il nostro canale Youtube ALBERA, LUCE IN NATURA e non dimenticarti di iscriverti per sostenerci e aiutarci a portare in campo contenuti sempre migliori).
QUALE SESTO D IMPIANTO PER I POMODORI?
Per decidere a che distanza trapiantare le piantine di pomodoro dobbiamo sapere che tipo di pianta intendiamo mettere, perché i pomodori si suddividono in due macro aree a crescita determinata e a crescita indeterminata, quest'ultimi oltre ad aver bisogno di sostegno andranno messi su file distanti 80 cm tra una fila e l altra e 50 cm tra una piantina e l altra (questo è il minimo sindacale se si effettua la corretta sfemminellatura) Le piante a portamento determinato si trapiantano a file distanti 120 cm e a 70 cm sulla fila, la distanza è maggiore perché ovviamente avranno uno sviluppo orizzontale invece di verticale.
COME COLTIVARE I POMODORI? LEGATURE E SOSTEGNI
Per evitare che crescendo la pianta di pomodoro si pieghi e si spezzi sotto il peso dei frutti, è molto importante predisporre dei sostegni. I sostegni devono essere agganciati fra di loro e le piante di pomodori mano a mano che crescono devono essere legate ai sostegni, come sostegni possiamo usare strutture in ferro fisse solitamente in serra o sostegni mobili da applicare durante la coltivazione di pomodori come ad esempio tondini di ferro, canne comuni, canne di bamboo (qualità sottili ovviamente non il 'Moso' bamboo gigante da costruzione) o strutture e paletti in legno di acacia ad esempio.
Per legare i pomodori possiamo usare i laccetti in pvc già tagliati o i tubetti in pvc in gomitolo per non causare ferite alle nostre piantine, consigliamo diametri sottili per maggiore maneggevolezza. Altrimenti possiamo usare la rafia o le legatrici manuali e automatiche come quelle in uso nei vivai, insomma abbiamo l imbarazzo della scelta, le piante vanno attaccate ai sostegni e l ascella fogliare col carico di pomodori va attaccata all'ascella fogliare opposta più alta, insomma i pomodori a crescita indeterminata si attaccano due volte.
COME POTARE I POMODORI? SFEMMINELLATURA
La potatura o meglio sfemminellatura: La pianta di pomodori produce dei germogli all’ascella delle varie foglie, chiamati anche nipoti o femminelle. Questi vanno recisi vicino alla base appena possibile (con un coltello ben affilato e disinfettato), per non disperdere la vigoria della pianta. Lo stesso vale per i succhioni che crescono alla base. Femminelle o succhioni di una certa dimensione possono essere utilizzati per far ripartire la pianta più in basso e continuare a produrre pomodori ma possono anche essere usati per riprodurre la pianta di pomodori via talea, così si otterranno pomodori tardivi quando tutte le altre piante saranno esaurite. Le femminelle rimosse devono essere allontanate dalla pianta per non correre il rischio di far ammalare le nostre piante. Se il terreno è molto azotato possono nascere femminelle anche dai grappoli di fiori e dalle nervature delle foglie e questi vanno asportati perché porterebbero pomodori di pezzatura e qualità inferiore.
Cimatura. Il pomodoro va lasciato crescere fino a raggiungere la vetta del nostro sostegno diciamo indicativamente fino a settembre, infine si cima il germoglio centrale lasciando che la pianta si concentri sull’altezza raggiunta piuttosto che allungarsi ulteriormente. Le varietà a crescita determinata non devono essere cimate perché arrivate alla loro altezza si fermeranno comunque.
COME IRRIGARE I POMODORI?
Il pomodoro è un ortaggio che ha un discreto fabbisogno idrico, ma la domanda che dobbiamo porci è un altra: Quanta acqua abbiamo a disposizione per l orto? perché se la risposta è poca allora dobbiamo mettere in atto tutta una serie di operazioni preventive atte a diminuire il fabbisogno idrico della cultura e io adesso ve ne elenco alcune:
Trapiantare le piantine in profondità: invece di posizionarle superficialmente se prevediamo estati torride e poca acqua a disposizione interriamole di più lasciando fuori solo le prime foglie
Rincalzare le piante di pomodori con nuovo strato di terra per mantenere le radici fresche e profonde
Pacciamare le piante di pomodoro andando a coprire il suolo con paglia e fieno o sfalci d erba o teli pacciamanti per diminuire l evaporazione dell'acqua proprio dal suolo, inutile annaffiare abbondantemente se poi l acqua evapora e va dispersa.
Utilizzo di sistemi di irrigazione come ali gocciolanti che vanno a centellinare l acqua portandola solo dove serve cosi oltre al risparmio idrico avremo anche una diminuzione del manifestarsi di malattie.
A livello strutturale possiamo posizionare una pianta di pomodori sulla base di una collina piuttosto che sulla cima, su un avvallamento o comunque su terreno argilloso invece che sabbioso e questo vi farà risparmiare molta acqua perchè l argilla trattiene naturalmente l acqua al suo interno mentre la sabbia la disperde.
Per una coltivazione in serra durante tutto il ciclo colturale il pomodoro consuma circa 1500 litri a metro quadro, nell’orto dipenderà da molteplici fattori.
Per la pioggia come ci regoliamo? esiste una semplice equazione ogni millimetro di pioggia caduto corrisponde a 1 litro d’acqua su metro quadro.
COSA PIANTARE DOPO I POMODORI
Il pomodoro è un ortaggio esigente che va concimato a fondo e lascia una fertilità residua che può essere usata per colture meno esigenti. Dopo il pomodoro si possono coltivare ad esempio tutte le leguminose quindi fave, fagiolini, piselli anche senza concimazione di fondo, oppure le liliacee come aglio e cipolla.
MALATTIE DEI POMODORI
Se si verificano malattie fungine è bene ricordare che le piante vanno allontanate dall'orto e non devono essere mai usate per fare compostaggio o lasciate sul terreno. Inoltre le spore di malattie come la peronospora del pomodoro o il fusarium possono restare nel terreno e colpire altri ortaggi per anni per questo è importante rivoltare il terreno ed effettuare le rotazioni delle colture anche per famiglie quindi dopo una solanacea possiamo andare con una liliacea o leguminosa. Nell’orticoltura biologica la prevenzione è fondamentale: se si creano le condizioni per un orto sano si riesce a evitare di ricorrere a trattamenti nocivi per l ambiente e per noi.
Peronospora. Questa malattia si riconosce per l’ingiallimento delle foglie. Il colore poi scurisce e passa al brunastro e si trasmette in chiazze su fusto e frutti. Sui frutti del pomodoro la peronospora si manifesta in macchie a cerchi concentrici. Normalmente colpisce a causa delle condizioni favorevoli di forte umidità. Per combatterla si usa la poltiglia bordolese, verderame o ossicloruro di rame o comunque prodotti biologici a base di rame, anche se una buona prevenzione può ridurre l’impiego dell’anticrittogamico.
Alternaria : Altra malattia funginea che colpisce il pomodoro e come la peronospora inizia con un ingiallimento fogliare, per poi manifestarsi in macchie scure e marciume nei frutti. Il marciume si può trovare in qualsiasi parte del frutto, si distingue così dal marciume apicale, che è invece una fisiopatia. L’alternaria in agricoltura biologica si contrasta sempre con trattamenti di rame.
Fusarium e verticillium. Il fusarium del pomodoro provoca una morte rapida delle piante, che si seccano dopo essere appassite. Aprendo il fusto si notano i capillari neri, segno dell’infezione. La pianta colpita va eliminata prontamente, altrimenti la malattia si diffonde rapidamente tra tutta la nostra coltivazione di pomodori.
Batteriosi. Quando il pomodoro è affetto dai batteri si manifestano piccoli puntini sulle foglie e un arresto della crescita, il rame può curare questo problema, non essendo irreversibile come le malattie crittogamiche.
Rizottonia o pitium. Malattia funginea che colpisce pomodoro, carota e prezzemolo, agisce quando c’è forte umidità e temperature di almeno 20 gradi, colpisce la pianta al colletto e alle radici. Per evitarla conviene disinfettare il terriccio di semina e il terreno dell’orto col rame.
Le fisiopatie in questo caso dei pomodori non sono altro che problemi dovuti a condizioni anomale della pianta a forte stress troppe irrigazioni e cosi discorrendo, le principali sono:
Marciume radicale. Si manifesta come un deperimento generale della pianta, le foglie ingialliscono e la pianta non ricevendo più sostanze nutritive dalle radici perde forza e consistenza e si piega, il fusto perde consistenza, le radici appaiono nere, bisogna intervenire togliendo immediatamente le piante infette, trattando l area con qualcosa di specifico per quella famiglia di funghi ed evitare di ripiantare i pomodori nell'orto o comunque tutte le piante della famiglia delle solanacee in quell area per almeno 3 anni per essere proprio sicuri di aver debellato il problema perlomeno il quell'area.
Marciume apicale. Si manifesta come una macchia nera sui frutti, colpisce soprattutto le varietà di forma allungata ed è chiamata scherzosamente il “culo nero del pomodoro”. Il marciume apicale è dovuto generalmente a carenza d’acqua, può anche essere dovuto a troppo azoto o potassio nel terreno. Si tratta di una delle fisiopatie più comuni, si può approfondire leggendo l’articolo dedicato appunto al marciume apicale.
Scottature. Il sole forte può rendere biancastro o marroncino il frutto del pomodoro, nei giorni di forte sole estivo conviene ricorrere a reti ombreggianti per evitarlo.
Cascola dei fiori. I fiori si seccano e cadono senza produrre il frutto. In genere avviene per ragioni climatiche (troppo freddo, troppo caldo), ma succede anche per stati di sofferenza della pianta o mancata impollinazione dei fiori.
Spaccatura del frutto. Il pomodoro inspessisce la buccia in caso di siccità, successive piogge forti possono spaccare i frutti.
Non colorazione. Con temperature sopra ai 35 gradi si interrompe la produzione di licopene, per cui il pomodoro non prende colore. Spesso si verifica contemporaneamente anche lo scatolamento del frutto
Scatolamento del pomodoro. Capita che il frutto risulti molle e appassito perché si arresta lo sviluppo della placenta. Questo fenomeno prende il nome di scatolamento ed è dovuto a un’improvvisa carenza di acqua.
Muso di gatto. Sono chiamate così tre macchioline secche che compaiono sul frutto all’apice, a causa di mancata produzione di auxine. Si verifica se si tolgono troppe foglie alla pianta, attenzione a potature energiche.
Screpolature. Sono dovute ad una forte umidità dell’aria, avvengono in genere a partire dalla seconda metà di agosto. Si manifestano con forma di ragnatela che colpisce solo la parte superiore, mentre quella inferiore resta sana.
INSETTI E PARASSITI DEI POMODORI
Gli insetti e parassiti che possiamo trovare sono tantissimi ma scopriamo insieme quali sono i principali:
Tuta absoluta o Tignola del pomodoro: se in serra o sull'orto arriva la tuta è una tragedia questa farfallina grigia nota anche come minatrice fogliaria è forse fra tutti gli insetti parassiti e malattie di questa pianta, il più devastante. I danni alle colture provocati dalla tuta absoluta sono molto gravi.
Afidi. Questi pidocchi del pomodoro sono pericolosi soprattutto perché trasmettono virosi alle piante, si riconoscono a prima vista quando fanno accartocciare le foglie. In regime biologico si possono combattere gli afidi con piretro (insetticida biologico) oppure con metodi naturali, come aglio, macerato di ortica o sapone molle potassico.
Elateridi. Si tratta di vermetti sotterranei che attaccano le radici, si nota il loro attacco osservando il deperimento inspiegato delle piante.
Nottue. Le larve di queste falene escono dal terreno notte tempo e mangiano la parte aerea delle piante, si possono combattere col bacillo thuringensis,
Dorifora della patata. Questo coleottero attacca tutte le piante di solanacee, anche se lo troviamo più spesso sulle patate e sulle melanzane, ma quando c'è una coltivazione di patate vicino a quella di pomodori la Dorifora non si fa scrupoli a passare da una coltura all'altra.
Mosca bianca. Insetto simile agli afidi
Cimici. Questi insetti rovinano i frutti dei pomodori punzecchiandoli, per questo è opportuno prendere le dovute contromisure. Per intervenire con gli insetticidi biologici è utile scovare il nido.
Limacce e lumache. Mangiano la parte aerea della pianta
Topi e arvicole. Se ci sono roditori dovete allontanarli dall'orto perché scavano dannose gallerie e possono tranciare di netto le radici provocando la morte delle piante e quindi sono molto pericolosi